Case abitate: l’Home Staging funziona?

Mi trovo spesso a dover rispondere all’obiezione degli agenti immobiliari che l’home staging non si possa fare in casa abitate. Ma ne siete proprio sicuri?

Pochi mesi fa ho preparato un appartamento nella periferia di Sassari: soggiorno, cucinino, ripostiglio, doppio servizio, due camere da letto, bagno e terrazzo. Una casa tenuta molto bene, ma in una zona non facile da vendere. E soprattutto, una casa abitata (una coppia con un figlio). Quindi potrebbe sorgere la domanda: “ma che home staging ha fatto se loro ci vivevano dentro?”

L’agente immobiliare, con la quale ho collaborato ormai in diverse occasioni, ha avuto la lungimiranza di capire che, senza un intervento di home staging, probabilmente ci sarebbero voluti molti mesi per riuscire a vendere quella casa. Era tenuta bene , si, ma pur sempre con i presupposti di cui abbiamo parlato. Così ha parlato del mio servizio e ha detto loro che sarebbe stato necessario un intervento di home staging. Qualche giorno dopo siamo andate insieme dai proprietari e ho spiegato loro in cosa consiste esattamente il mio servizio e come avrei agito sul loro appartamento.
Era necessario un “decluttering” (eliminazione del superfluo e degli effetti personali) piuttosto consistente, un buon riordino e neutralizzare alcuni colori. Ho spiegato loro che avremmo scelto insieme cosa tenere o meno e che sarebbe stato necessario uno sforzo da parte loro nel tenere l’appartamento così come preparato fino alla conclusione delle visite. Nonostante questo, prima che andassi via, avevano già firmato il preventivo! 😉

Perché vi racconto questo? Per farvi capire che la vendita di una casa è un gioco di squadra con un obiettivo comune : vendere la casa! E che quando le parti interessate sono davvero motivate a vendere, diventa fattibile quello che a molti sembra quasi impossibile. Infatti i padroni di casa hanno preso talmente alla lettera le mie indicazioni, che quando sono tornata per fare l’allestimento avevano praticamente svuotato tutti i mobili, avevano portato in cantina le cose che gli avevo chiesto di spostare…e si sono persino messi ad appendere i quadri insieme a me! Insomma, si sono fatti prendere dall’entusiasmo, approfittando dell’occasione per eliminare cose che effettivamente non gli servivano più..e inoltre mi hanno alleggerito di molto il lavoro 🙂

Quindi potete immaginare la mia gioia quando oggi Delia (Delia Sanna, Edico Immobiliare di Sassari) mi ha chiamata per dirmi che aveva venduto l’immobile, dopo soli 3 mesi.
Chi ha investito in questa operazione? I padroni di casa.
Chi ci ha guadagnato? Tutti! io ho guadagnato, l’agente immobiliare ha preso la sua provvigione, i padroni di casa hanno potuto acquistare un altro immobile con la vendita di questo.

Quindi, tornando alla domanda iniziale: l’home staging in case abitate funziona?
La risposta è SI, se c’è un gioco di squadra che lavora per un unico obiettivo e se c’è la collaborazione del cliente, anche e soprattutto a tenere il più possibile invariato l’allestimento durante le visite dei possibili compratori.

Guardate tutte le foto qui e lasciate un commento: il vostro feedback è importante per me!

Oggi è la Giornata della Terra! – Today’s Earth Day!

(sorry, English version on its way…)

Oggi 22 aprile è la Giornata della Terra, lo sapevate? Ultimamente si sente tantissimo parlare di tematiche ambientali, ma poi, nel concreto, cosa fa ognuno di noi per salvaguardare il Pianeta? In realtà, non c’è bisogno di gesti eclatanti, basterebbero le piccole azioni quotidiane.

Vi starete chiedendo cosa c’entra tutto questo con un blog di architettura, ma ovviamente essendo “enviprojects” ovvero “environmentally friendly projects”, ho molto a cuore l’ambiente. Vi dico quali sono le mie semplici azioni che penso abbiano impattato di più e hanno fatto sì che mi senta più in armonia col Pianeta. Non voglio dare lezioni a nessuno, ma solo condividere con voi delle azioni che magari possono essere di ispirazione a chi vuole un po’ cambiare abitudini per diventare più sostenibile.

Da 5 anni auto-produco i detersivi per la casa. Ho iniziato comprando saponette di Marsiglia e sciogliendole in acqua per ricavarne detersivo per i panni, poi circa due anni fa ho imparato a fare il sapone da zero e adesso uso quello e da lì derivo altri prodotti per la pulizia della casa. Altri elementi che uso tantissimo sono bicarbonato, aceto ed oli essenziali. Con questi elementi riesco a coprire praticamente tutto l’arco dei prodotti che prima acquistavo…così risparmio, mi diverto nel produrli e non utilizzo prodotti chimici. Potete leggere un mio vecchio post a questo proposito qui.

Ho smesso di comprare acqua imbottigliata. In molti posti del resto d’Italia e nel resto d’Europa si beve l’acqua del rubinetto. Ma qui in Sardegna non è consigliabile, fatta eccezione di alcuni posti, e così praticamente tutti comprano l’acqua in bottiglia. Circa tre anni fa ho deciso che tutta quella plastica era uno spreco enorme a cui non volevo più contribuire e così ho comprato dei boccioni di vetro e dei bidoni. Ogni settimana riempio i bidoni ad un’autobotte che porta l’acqua dai monti più vicini e poi la travaso nelle bottiglie di vetro. Ho fatto il conto che, così facendo, in tre anni ho evitato di usare circa 1000 bottiglie di plastica. E per quando devo andare in giro e voglio portarmi dell’acqua, riempio un piccolo thermos invece che una bottiglietta di plastica.

Evito la macchina. In città prendo la bici o vado a piedi ogni volta che posso. Ho sempre odiato il traffico e dover cercare posteggio mi stressa, mentre con la bici o a piedi ogni spostamento diventa la scusa per prendermi un po’ di tempo per me stessa, guardarmi intorno, riflettere, fare il punto della situazione su molte cose. È l’occasione per rallentare.

Evito di comprare la frutta e la verdura al supermercato, preferendo i  piccoli negozi e i mercatini, sia per una questione di aiuto all’economia locale, che per evitare gli imballaggi inutili.

Non sono una maniaca del riciclo, ovvero non sono una di quelle persone che riescono a riciclare praticamente TUTTO quello che usano, ma sicuramente sto attenta a come smaltire i rifiuti e, se sono indecisa tra due pacchi di biscotti, scelgo quello il cui imballaggio finisce nella carta e non nell’indifferenziato.

E poi, ovviamente, nel mio lavoro di architetto prediligo la scelta di materiali eco-compatibili.

Insomma, vi ho fatto giusto i primi esempi che mi sono venuti in mente, ma vedete, ci sono tante cose che possiamo fare senza stravolgere le nostre abitudini. La Giornata della Terra potrebbe essere un buon momento per iniziare 🙂

Avete voglia di raccontarmi quali sono le vostre buone pratiche per voler bene alla Terra? Sarei veramente contenta di leggerle e poter scoprire nuovi modi di essere più sostenibile!

Tendenze colore 2018 – Color trends 2018

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Oggi voglio parlarvi delle tendenze colore per il 2018, forse un po’ in ritardo sull’inizio dell’anno ma credo di essere giusto in tempo per l’inizio della primavera.
Se seguite un po’ i blog sulla casa e le tendenze della moda, avrete sicuramente visto che Pantone ha scelto l’Ultra Violet come colore per il 2018. La MaxMeyer, nota casa produttrice di pitture, ha subito lanciato una linea ispirata a questo colore, nei negozi da febbraio. Francamente però, lo trovo decisamente troppo forte per essere facilmente impiegato in casa, sia in progetti di interior che in quelli di home staging. Può essere però il tocco di colore acceso che ravviva una stanza dai toni neutri o pastello. Qui vi propongo una palette di abbinamenti (l’Ultraviolet è il secondo da sinistra) :

A mio avviso più interessanti, comunque, le tendenze colore 2018 proposte  da Sikkens. Il colore dell’anno si chiama “Heart Wood”, è un grigio-rosa molto caldo che trasmette la sensazione di un “benvenuto a casa”. Viene proposto all’interno di 4 palettes diverse studiate per 4 tipi di personalità e di abitazioni diverse. Davvero d’ispirazione leggere il numero di quest’anno di ColorFutures, dove vengono illustrate queste tendenze colore con foto bellissime di ambientazione! Potete vedere molte foto ambientate anche su http://www.sikkenscolore.it/colour-futures/ (da cui ho tratto le immagini delle palettes)

Le 4 palettes sono:

  • Dai rosa i blu: per la casa “Heart Wood”

  • Dai rossi ai gialli:per la persona calorosa, una casa confortevole

  • Dai grigi ai blu: per la persona sincera e schietta, una casa accogliente

  • Dai gialli ai verdi: per la persona divertente, una casa giocosa

Devo dire che la scelta è difficile perché sono tutti colori bellissimi, ma forse la mia palette preferita è quella dai gialli ai verdi. Fino a qualche hanno fa avrei scelto senza esitazione quella dai rossi ai gialli, ma, si sa, con l’età i gusti cambiano 😉

E la vostra palette preferita qual è?

 

[ENG]

Today I want to talk to you about color trends in 2018, maybe I’m a little late on the beginning of the year but just on time for spring.

If you keep an eye on fashion and design blogs, you know for sure that Pantone chose Ultraviolet as Colour of the Year 2018. MaxMeyer, a famous brand of paints, has immediately launched a paint inspired to this color, in the shops since last February. Frankly, I find this color too strong to be easily used at home, both in interior design projects and home staging. But it can be the vivid touch for enhancing neutral and pastel colors. Below you can find an example palette (Ultraviolet is the second from the left):

Anyway in my opinion color trends 2018 by Sikkens are more interesting. Their color of the year is “Heart Wood”, it’s a pinkish grey, very warm and it communicates a welcoming sensation. It comes in 4 different palettes  studied for 4 different types of personalities. It’s really inspiring this year number of ColorFutures, there you can find these color trends with beautifully set images! You can see the pictures also at http://www.sikkenscolore.it/colour-futures/ ( where I took the palettes images from).

The  4 palettes are:

  • From pinks to blues: for the “Heart Wood” home

  • From reds to yellows: for the CALOROSA person, a comforting home

  • From yellow sto greens: for the CHEERFUL person, a PLAYFUL home

  • From greys to blues: for the sincere person, a welcoming home

I must say the choice is difficult because they all are very beautiful colors, but perhaps my favorite palette is from yellows to greens. Until a few years ago my choice would have been from reds to yellows, for sure…but you know, tastes change with aging 😉

And which one is your favourite?

L’edificio commerciale più sostenibile del mondo – The most sustainable commercial building in the world

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Per quanto non abbia mai amato particolarmente le opere di Sir Norman Foster, devo dire di essere rimasta ammirata nel leggere la sua intervista al Green Building Magazine sul suo ultimo lavoro, a quanto pare l’edificio commerciale più sostenibile al mondo. Si tratta della nuova sede in Europa della Bloomberg.

A cosa è dovuto il punteggio altissimo di 98,5 % ottenuto con BREEAM ?

Sicuramente molto ha fatto la ventilazione naturale. Non sono molti, infatti, gli edifici per uffici di tale scala ad essere ventilati naturalmente, sia per difficoltà progettuali che questo comporta, che per problemi legati all’acustica. In centri densamente abitati come Londra, ventilare naturalmente significa far entrare i rumori esterni rendendo l’ambiente di lavoro invivibile. In questo edificio, le alette metalliche che caratterizzano la facciata, sono state rivestite da materiali fonoassorbenti, così da ovviare a questo problema.

Un’altra ragione per cui il Bloomberg si è classificato come l’edificio commerciale più sostenibile del mondo è certamente che i rifiuti generati dalla demolizione dell’edificio preesistente e dalla nuova costruzione sono stati riciclati al 95%. Inoltre il calcestruzzo utilizzato proveniva, al 60%, da aggregati riciclati.

Altri aspetti sostenibili sono la raccolta e il riuso all’interno dell’edificio delle acque piovane.

Al di là delle caratteristiche di questo straordinario edificio, mi ha colpito la definizione che Lord Foster dà di sostenibilità: “la sostenibilità consiste nel fare di più con meno”. Mi ha ricordato un po’ Ludwig Mies van der Rohe che diceva “less is more” già nel 1947 e mi ha fatto piacere ritrovare qui questo concetto, con in più una componente tecnologica che, unita ad un approfondito studio progettuale, mira al miglioramento della qualità della vita.

(Immagine di copertina: © Nigel Young)

[ENG]

I must say I’ve never particularly loved Lord Foster’s works, but this time I was admired reading his interview for the Green Building Magazine about his latest work, which appears to be the most sustainable commercial building in the world. It’s Bloomberg’s new European headquarter.

How did the building score 98,5% on BREEAM?

Surely natural ventilation made a big difference. As a matter of fact there aren’t many naturally ventilated buildings of this type, for it’s a very difficult design matter on such a scale and also because natural ventilations brings with it acoustic problems. In cities like London, if you ventilate a building naturally, you’ll get all the outdoor noise. In this building, the façade metal louvers are partially covered in sound insulating materials to solve the problem.

Another reason why Bloomberg is classified as the most sustainable building in the world is that demolition and construction wastes have been recycled at 95%. Moreover utilized concrete came at 60% from recycled aggregates.

Other sustainable aspects are rain water harvesting and reuse in the building.

Other than the characteristics of this extraordinary building, I was struck by the definition Lord Foster gives of sustainability: sustainability consists in doing more with less”. It reminded me of Mies van der Rohe when saying “less is more” . I was pleased to find this concept here again, with an additional component of technology which coupled with a deep analysis of the project design tends to improve our lives.

(featured image: © Nigel Young)

 

Un nuovo collegio universitario in Giappone

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Avendo passato la mia vita da studente vivendo in diversi collegi universitari, tutto ciò che riguarda questo tipo di strutture attira immancabilmante la mia attenzione di architetto. Su un recente articolo di l’Arca International ho trovato la notizia dell’apertura di un nuovo collegio universitario in Giappone, progettato dallo studio SUMO. La struttura ospita 140 studenti di origine internazionale, favorendone l’integrazione attraverso l’utilizzo di spazi comuni.

Quello che mi ha colpito vedendo le foto di questo nuovo collegio universitario, è stata l’estetica non particolarmente “accogliente”, con la facciata caratterizzata dai frangisole in alluminio che la ricoprono completamente. Ho pensato che, per quanto utili come schermature solari, i frangisole continui interrompono la visuale sul paesaggio e danno una sensazione di chiusura verso l’esterno. Guardando meglio però, ho notato che alcune parti vetrate della facciata dietro i frangisole sono  apribili, in corrispondenza di balconi aggettanti che creano dei piccoli punti di ritrovo. I balconi sono distribuiti su vari piani e sfalsati verticalmente, in modo da dare movimento alla facciata che altrimenti apparirebbe come un involucro uniforme e monotono.

Altri punti di ritrovo sono  un bar al piano terra e l’International  Centre che ospita una galleria, un archivio e una sala eventi. L’International Centre è ospitato da un corpo di fabbrica che si proietta verso il paesaggio, perpendicolarmente al resto del fabbricato.

La cosa veramente positiva, pur nella sua semplicità, trovo che sia l’organizzazione delle stanze.  Esse possono essere singole o ospitare fino a 4 studenti. Tutte ospitano i letti, uno spazio per lo studio, armadietti personali e servizi igienici in camera. Mi è capitato di condividere i servizi igienici (unici per piano) con altre 9 persone e vi assicuro che non è piacevole!

E ancor più positivo trovo che sia il fatto che gli studenti possano accedere a questa struttura pagando a partire dagli 80 dollari al mese, facendo di questo collegio un esempio di inclusione anche delle fasce meno abbienti.

[ENG]

A new dormitory in Japan

Having spent my university life living in more than one dormitory, everything that concerns dormitories attracts my attention as an architect. In a recent article on L’Arca International I found the news of the opening of a new dormitory designed by Studio SUMO. It hosts 140 international students , fostering integration through the use of common spaces.

What got my attention at first , looking at the pictures of this new dormitory, was the not really welcoming appearence of the facade wich is covered in aluminium louvres. I thought that louvres are really efficient as solar screens but if they are continous they break the landscape view. Looking closely at the pictures though, I noticed that some parts of the louvres can be opened where the balconies are, creating little meeting points. Balconies are on various floors and vertically offset giving movement to the facade that would look otherwise too monotonous.

Other meeting points are a cafè at the ground floor and the International Centre that hosts a galery, an archive and an event room. The International centre is projecting towards the landscape, perpendicularly to the rest of the building.

I think that the best thing about this project is the organisation of the rooms, simple but efficient. They can be single or host up to 4 students. All  of them have beds, a desk , personal closets and en-suite toilet rooms. I experienced to share the toilet room (one per floor) with other 9 students and I can assure you it isn’t nice!

Even more positive I think is that the rent starts from 80 $ a month, making this dormitory an example of social inclusion.

Una ristrutturazione edilizia sostenibile è possibile?

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Abbiamo parlato di progettazione sostenibile. Ma cosa dire di una ristrutturazione edilizia sostenibile? È possibile? Su quali basi? E quanto costa?

Su un recente articolo di La Repubblica.it, ho trovato alcuni dati interessanti: le costruzioni o le ristrutturazioni “green” costano di più, ma fanno aumentare il valore degli edifici dal 2 al 10% (per edifici residenziali), i canoni d’affitto dal 2 all’8% e fanno diminuire i tempi di vendita da 8 a 4 mesi.

Ok, hai letto l’articolo di Repubblica, devi ristrutturare casa e ti sei convinto che un intervento di ristrutturazione edilizia sostenibile sia la cosa migliore da fare. Bene! Ma da dove cominciare? Ci sono molti possibili interventi e non sai quale sia il più vantaggioso? Sono qui per darti qualche suggerimento.

Da dove cominciare
La prima cosa da cui iniziare è l’involucro edilizio. Non ha alcun senso pensare ad incrementare l’efficienza energetica coi pannelli solari, quando magari si ha la casa piena di spifferi! Pensa prima a un bel cappotto esterno e a cambiare gli infissi, da vetro singolo a doppio vetro, se non lo hai già fatto. Il cappotto esterno è costoso, ma ne vale sicuramente la pena se comunque devi ridipingere o fare altri interventi sulla facciata, perché così ammortizzi il costo del ponteggio.

Una volta sistemato l’involucro edilizio, puoi iniziare a pensare all’efficienza del sistema di riscaldamento e raffrescamento e a capire in che percentuale potrebbero essere forniti da energie rinnovabili.
Un altro fattore importante è quello di scegliere materiali che siano il più naturali possibile, in modo da evitare emissioni di sostanze nocive nell’ambiente, come la formaldeide.

Mi rendo conto che l’argomento è veramente vasto e complesso e non voglio annoiarti. Ma ricordati che è importante affidarsi a un professionista serio e competente che segua tutta la ristrutturazione dalla fase di progetto a quella di cantiere (specialmente quella di cantiere!).

E ricordati che anche per il 2018 sono state confermate le agevolazioni fiscali al 50% per lavori iniziati a partire dal 1 gennaio 2018, perciò approfittane!

PS: Repubblica non lo dice, ma un altro metodo efficace per diminuire i tempi di vendita è l’Home Staging , ma questa è un’altra storia…

[ENG]

We’ve talked about sustainable design. But what about sustainable retrofit? Is it possible? And on what basis? How much does it cost?
On a recent article on La Repubblica.it I found some interesting data: building or retrofitting green costs more than a traditional type of contruction, but it increments the building value of about 2-10%, renting fees of about 2-8% and it cut selling time from the average 8 months to 4.

So, you want to retrofit your house, you’re convinced to go green but…where to start from? Are there a lot of possible interventions and you don’t know which the most cost effective are? Well, I’m here to give you some suggestions!

Where to start from
First thing is to start from the building envelope! It doesn’t make any sense to think about placing solar panels if your walls are draughty. Think about an external coat and about changing your single glazed windows if you haven’t done it yet! An external coat maybe expensive, but it’s worth it if you are planning to paint the building façade or to do other interventions, so you amortise expenses of the scaffolding.

Once the building envelope is ok, you can start thinking about heating and cooling and seeing if you can provide part of them with renewable sources.

Another important aspect is to try to use as natural as possible materials, to avoid using ones that emit hazardous substances in the air, like formaldehyde.

I know this topic is vast and I don’t want to annoy you. But remember that the very important thing is to hire a qualified professional to assist you in all the phases, from design to construction (and especially in the phase of the building site).

PS: The Italian journal La Repubblica didn’t say it, but another efficient method to reduce selling time is to use Home Staging, but this is another story…

Level(s), un nuovo strumento per la valutazione della sostenibilità degli edifici

Il 28 settembre 2017 la Commissione Europea ha presentato Level(s), un nuovo strumento per la valutazione della sostenibilità degli edifici. Quando ho letto la notizia la prima volta su Architetto.info, sono rimasta entusiasta! Perché?  Perché è la prima volta che uno strumento del genere viene studiato per essere utilizzato in tutta Europa. Trovo che questo punto sia molto importante, perché attualmente vi sono strumenti molto validi ma  incentrati sui Paesi da cui hanno origine e non sempre di facile utilizzo (v. BREEAM, LEED e CasaClima ad esempio).

Lo scopo è contribuire a traghettare i Paesi europei da un’economia lineare ad una circolare, ovvero verso un sistema economico dove le risorse vengono riutilizzate e gli sprechi minimizzati, tenendo conto del ciclo di vita degli elementi.

Il settore edilizio è uno dei più energivori. Rendendolo più sostenibile se ne abbassa l’impatto ambientale, si rendono gli edifici più efficienti, relativamente economici sul lungo periodo con bollette energetiche basse o bassissime e un valore economico aggiunto.

Con questo nuovo strumento, tutti potremo integrare buone pratiche di progettazione sostenibile nei nostri progetti, all’inizio magari in maniera blanda e poi via via più approfondita. Sarà comunque un passo avanti rispetto alla situazione attuale.

A chi si rivolge Level(s)

  • Promotori immobiliari e investitori
  • Team di progettazione (architetti, ingegneri, geometri)
  • Imprese di costruzioni
  • Gestori di patrimoni
  • Occupanti degli edifici (famiglie o organizzazioni)

Come si può notare dall’elenco soprastante, anche i privati potranno contribuire alla valutazione della sostenibilità degli edifici in cui abitano! Non è innovativo?!

L’importanza di un linguaggio comune

Come ha sottolineato James Drinkwater, direttore della rete regionale europea del World Green Building Council, è importante “una nozione comune di edilizia sostenibile” perché “ ci aiuterà a compiere una vera trasformazione delle pratiche correnti”.  Con questo progetto si vogliono dare un segnale ed una direzione al mercato, dal momento che la progettazione sostenibile non è più una nicchia ma una realtà sempre più diffusa.

Come funziona

Level(s) analizza:

  • le emissioni di gas serra
  • i cicli di vita dei materiali
  • l’uso delle risorse idriche
  • spazi salubri e confortevoli
  • adattamento ai cambiamenti climatici e resilienza
  • costo e valore del ciclo di vita

Come dice il nome stesso, Level(s) è diviso in fasi. Per ogni indicatore sopra riportato, infatti, si può partire da metodi di calcolo semplici per spingersi via via su metodi più accurati, precisi e complessi. Avendo  vari livelli di difficoltà, quindi, può essere inizialmente usato anche da persone digiune di sostenibilità in edilizia. Se rispetta le premesse, può davvero essere uno strumento che divulga le buone pratiche e permette di attuarle. Quindi credo che sia veramente importante provare, anche per chi è digiuno di sostenibilità negli edifici, anzi proprio per voi!

Perché bisogna partecipare

Qui in Italia,  a parte qualche isolata realtà, siamo ben lontani dal livello di consapevolezza sui temi della sostenibilità in edilizia raggiunti in altri Paesi Europei.

Amici progettisti, proviamo a fare qualcosa per migliorare la qualità dei nostri lavori: diamo una mano alla Commissione Europea a implementare uno strumento che veramente aiuti noi e l’ambiente … testiamo Level(s)!

Come partecipare

Tutti gli operatori del settore , incluse associazioni e amministrazioni pubbliche, sono invitate a testare il “programma” (passatemi il termine poco corretto) e avranno tempo per farlo fino al 2019. Durante questi due anni la Commissione Europea fornirà il supporto tecnico necessario.

Per maggiori informazioni potete consultare i seguenti link:

http://ec.europa.eu/environment/eussd/buildings.htm

http://ec.europa.eu/environment/eussd/pdf/28_09_2017_news_IT.pdf

http://ec.europa.eu/environment/eussd/pdf/Level(s)_factsheet-IT-web.pdf

BACK TO WORK

[IT] Ciao a tutti! dopo un lungo silenzio di riposo e meditazione, vi comunico che siamo di nuovo in azione. Settembre sarà un mese ricco di impegni e novità, su cui vi terremo aggiornati. La pausa di un mese è stata rigenerante e ora si ri-inizia con nuove energie e progetti! Intanto iniziamo con questa bella invenzione vista stamattina:

http://up.sorgenia.it/it/la-barca-riciclabile-che-si-muove-con-energia-pulita

Buon inizio di settimana a tutti!

 

[EN] Hi everybody! after a long silence for rest and meditation, I let you know we are back in action. September will be a busy month full of news I’ll keep you up to date. This one month long pause it’s been regenerating and now we are back with new energies and plans! For now let’s start with this nice invention I found out this morning:

http://up.sorgenia.it/it/la-barca-riciclabile-che-si-muove-con-energia-pulita

(link is in Italian)

Have a nice week!

 

 

5 years of Enviprojects!

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Pochi giorni fa cadeva il 5° anniversario della nascita di Enviprojects! A dire il vero, all’inizio non aveva neanche un vero nome…era solo Architetto Elisa Prestia…poi ho deciso di scegliere un nome che celebrasse il mio amore per la natura e la sostenibilità che volevo facessero parte dei miei progetti architettonici. Un anno dopo ho aperto questo blog…e da allora ho scritto ben 47 post, questo è il 48esimo! Sono cambiate molte cose in questi cinque anni! Giusto per dirne qualcuna…ho cambiato tre diverse città, ho lavorato per inglesi, tedeschi, italiani e da libera professionista, ho scoperto che la mia città natale è l’unica dove voglio veramente stare e ho trovato la persona con cui voglio starci…soprattutto ho scoperto me stessa, le mie radici, la motivazione per continuare a fare un lavoro estremamente difficile ma bellissimo. Per questo voglio ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine in questi anni e che, spero, continueranno a farlo: i parenti, gli amici, i colleghi con cui ho collaborato e i miei clienti che mi hanno dato la possibilità di dimostrare la mia professionalità, anche facendo degli errori ma sempre cercando di fare la cosa giusta. E ovviamente ringrazio voi lettori, che mi seguite anche da molto lontano! GRAZIE DAVVERO!

[ENG]

Few days ago it fell the 5th anniversary of the opening of Enviprojects! To be true, at the beginning it didn’t even had a name…it was just Elisa Prestia Architect…then I decided to choose this name to celebrate my love for nature and the sustainability I was wishing to put into my architectural projects. One year later I opened this blog…and since then I ‘ve written 47 posts, 48 with the present one! Many things have changed in this 5 years! Just to say few… I moved into three different cities, I worked for English, German, Italian guys and as a self-employed, I discovered my hometown was the only place I really wanted to be in and I found the person I want to be here with…above all I found myself, my roots, the motivation for keep doing an extremely difficult but  beautiful job. For that I want to thank all the people that stood by me in these years and I hope will still do: relatives, friends, colleagues I collaborated with and my clients who gave me the chance to demonstrate my professionalism…and to make mistakes sometimes but always trying to do the right thing. And of course I thank you my readers, who follow me even from far away! THANK YOU ALL!

My first vernissage!

Tra pochi giorni inaugurerà la prima mostra di pittura che abbia mai organizzato! Ok,  non si tratta del Moma di New York, però è comunque emozionante e ci sono tantissime cose da fare! La location è molto particolare, si tratta di Bizarre, il negozio per il quale questa primavera ho disegnato il logo e i bigliettini da visita. Quando la proprietaria del negozio, Polly B., mi ha chiesto di darle una mano per rilanciare il negozio nella stagione meno affollata dell’anno, ho subito pensato che un connubio artigianato-pittura sarebbe stato perfetto. Così abbiamo iniziato ad organizzare una mostra dei quadri di mio padre (ne vedete un esempio nell’immagine del post), che non meritavano di restare chiusi in casa! Il risultato sarà un’esposizione abbastanza informale all’interno del negozio, perciò potrete ammirare i dipinti e le merci esposte e, perché no, approfittarne per fare qualche originalissimo regalo natalizio. L’inaugurazione è prevista per questo giovedì, 1 Dicembre, ma i quadri rimarranno esposti fino al 7 gennaio. Potete trovare tutti i dettagli dell’evento su facebook. Vi aspettiamo!

 

In a few days it will inaugurate the first  exhibit I’ve ever organised! Right, it’s not New York’s Moma but it’s exciting anyway and there’s a lot to do! The location is unusual, it’s Bizarre, the store I designed the logo for last spring.  When the shop owner, Polly B., asked me to help her boosting the business in the less crowed season of the year, I immediately thought that handicrafts and paintings would be a perfect match!  So we started to organise an exhibit with my father’s paintings (you can see an example in the featured image) which didn’t deserve to be left at home, where nobody could see them but us! The result will be a quite informal exhibit inside the shop, so you could admire paintings and handicrafts and, why not, take advantage to buy some original Christmas presents.  Inauguration is scheduled on 1st December (this Thursday) but you will be able to admire the paintings until the 7th January. You can find all information on the event on facebook. Come and visit us!