Satisfaction!

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Le vacanze sono finite, già da un po’ a dire il vero, e sto lavorando a nuovi interessanti progetti. É stata un po’ dura ricominciare, a dire il vero, dopo tre settimane di vacanza passate nella mia splendida isola, ma la sfida di nuovi progetti mi dà la carica. Nel frattempo ieri, del tutto inaspettatamente, è arrivato un piccolo riconoscimento alle mie fatiche, che mi ha dato molta soddisfazione: c’è un gruppo su Facebook che si chiama “Mangiare a Sassari e dintorni”, su cui ieri hanno postato il seguente commento (vedi immagine sottostante)

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Forse vi ricorderete il lavoro che ho fatto per Cum Panis, ideando e curando l’installazione dei pannelli di cui si parla. Quindi, che dire…potete immaginarvi la mia contentezza e soddisfazione leggendo questo post ” a sorpresa”!

 

[ENG]

Holidays have ended, a while ago already and I’m working at new interesting projects. Actually it was tough to start again, after three weeks spent in my wonderful island but the challenge of new projects is giving me a boost. Meantime, yesterday, completely unexpectedly I received a little recognition for my fatigues which gave me satisfaction: there’s a Facebook group called  “Mangiare a Sassari e dintorni” (Eating in Sassari and whereabouts), where somebody posted the following (see picture above). The text says:

” this is not a culinary review, but a plaudit for an attention towards the client.

“Cum panis” installed soundproof panels.

At last a place where you can talk with people at your table without  having to shout. Silence not party effect.

Well done!!!

I hope this exaple will be followed by others!”

 

Maybe some of you will remember the work I’ve done for Cum Panis, designing and curating the installation of the panels the post is about. So, what can I say…you can imagine my   contentment and satisfaction when I’ve read this post!

Buone vacanze! Enjoy yuor holidays!

Questi ultimi due mesi sono stati frenetici, così andiamo finalmente in ferie! Saremo di nuovo attivi il 1° Settembre, con tante novità e cose interessanti da raccontarvi…Buone vacanze!

Last two months have been frantic, so we go on holidays at last! We’ll be back on the 1st September, with lots of news and interesting things to tell you…Enjoy your holidays!

BIZARRE!

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Eccomi qui di nuovo, molto contenta di presentarvi Bizarre, Artigianato artistico dal Mondo. Bizarre è un nuovo negozio nel centro storico di Alghero, in una traversa di via Roma. Il negozio è adorabile e vende artigianato di qualità, alcuni pezzi sono antichi e di valore, altri vanno bene per tutte le tasche. Vi raccomando di andare a dare un’occhiata, se siete nei paraggi!

Cosa ho fatto io per questo progetto? Ho scelto il nome del negozio, ho disegnato il logo, i bigliettini da visita e gli adesivi per le buste, ho aiutato nella scelta dell’illuminazione (tutte luci a LED, naturalmente) e ho scattato le foto (quelle che vedrete qui e su facebook). Tutto il resto non è assolutamente merito mio.

Spero che potrete godervi una passeggiata ad Alghero, magari durante una delle nostre bellissime notti d’estate, e che vi fermerete da Bizarre…se lo fate, ditemi cosa ne pensate!

 

[ENG].

Here I am again, very happy to introduce you to Bizarre, Artistic handicrafts from the World. Bizarre is a new shop in the historical centre of Alghero, just one street off Via Roma. The shop is lovely and it sells quality handicrafts, some of them quite old and precious, some for everyone’s pockets. I really recommend you to go and have a look, if you are nearby!

What did I do for this project? I choosed the name, designed logo, business cards and stickers, I helped choosing the lighting (all LED of course) and took pictures (the one you’ll see here and on facebook). Everything else is absolutely not my credit.

I hope you will enjoy taking a walk in Alghero, maybe during one of the beautiful Sardinian summer nights and will stop by Bizarre…if you do it, please let me know how you enjoy it!

PROJECT COMPLETED!

[ENG] As promised, I’m writing a post about my latest project, which is also my first project in which I designed and managed the building site on my own. Therefore, I admitt there are things I would have done different, but I’m overall satisfied about this work. It’a a vet ambulatory in Ittiri, a small town near Sassari, Sardinia. Here in this blog post you can see pictures of the opening party, in the WORKS tab you can see a slideshow of professional pictures taken by Rossella Fadda Photographer (these will also be in my Pinterest account very soon) and you will be able to read a full description of the project in my Archilovers profile. So what do you think about this project?

[IT] Come promesso, scrivo un post sul mio ultimo progetto, che è anche il primo in cui mi sono occupata della progettazione e della direzione dei lavori interamente da sola. Perciò, seppure ci siano delle cose che avrei fatto diversamente, nel complesso devo ammettere di essere soddisfatta del lavoro. Si tratta di un ambulatorio veterinario a Ittiri, un piccolo comune in provincia di Sassari, in Sardegna.. In questo post trovate alcune fotografie dell’inaugurazione, nella pagina WORKS potete vedere le fotografie professionali scattate dalla fotografa Rossella Fadda (queste saranno presto anche sul mio Pinterest account) e a breve potrete leggere una descrizione completa del progetto sul mioprofilo Archilovers. Quindi…cosa ne pensate di questo progetto?

 

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meravigliosa torta della mia amica Tiziana (facebook: Candyti)

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ECOSIA

[ENG] Oh the good side of Facebook (not that I usually think FB has a dark side…): this morning I’ve looked at my wall and I’ve seen a friend of mine’s post.  It was the link to ECOSIA, a search engine that “plants trees” for every search you make. What does it mean, how does it work? As you can read on their page, a search engine earns money from the ads displayed near the search results and Ecosia donates 80% of this income to a planting tree programme!  You can add the Ecosia icon to your Chrome bar and use it for your searches instead of the “traditional” engines. And it also tells you how many trees you’ve just contributed to plant! Isn’t it beautiful?! I’m definitely going to use it! What about you?

(Featured image by Ecosia)

[IT] Oh, il lato buono di Facebook (non che di solito pensi che FB abbia un lato oscuro…): stamattina stavo scorrendo il mio wall e ho visto il post di una mia amica. Era il link di ECOSIA,, un motore di ricerca che “pianta alberi” per ogni ricerca effettuata. Cosa vuol dire, come funziona? Come potete leggere sulla pagina stessa, un motore di ricerca guadagna soldi dagli annunci pubblicitari che appaiono vicino ai risulatati delle ricerche ed Ecosia dona l’80% di questi fondi ad un programma di rimboschimento! Potete aggiungere l’icona di Ecosia al vostro Chrome e usarla invece dei “tradizionali” motori di ricerca. E vi dice anche quanti alberi avete appena contribuito a piantare! Non è fantastico?! D’ora in poi la userò di certo! E voi?

(Immagine di copertina dal sito Ecosia)

Stay tuned!

[ENG] Hello my dear, long time without writing! I know, my fault… but I’ve been very busy with this building site you see in the featured image. The work it’s almost done, so keep an eye on this blog to know what it’s all about and see the final pictures!

 

[IT] Salve cari, quanto tempo senza scrivere! Lo so, è colpa mia… ma sono stata molto impegnata con questo cantiere di cui vedete “un pezzetto” nell’immagine di copertina. Il lavoro è quasi finito, quindi tenete d’occhio questo blog per sapere di cosa si tratta e per vedere le foto finali!

Colour schemes

[ENG] This morning I was catching up with unread emails and checking internet after two internet-free days and I’ve come across this interesting link by CreativeBloq which is always a great source to keep an eye on: free ebook on color theory .
I’ve always been interested in colour theory so I downloaded the nth ebook on this subject even if this time it was more focused on web design (so, not of particular interest for my job, but an interesting reading anyway) . At the end of the ebook there is a list of useful tools for choosing colour schemes. Who is into web design probably knows them well, but for a poor web-illiterate architect these are a blissful discovery! In fact I’ve been playing with colours most of this morning! I hope you will enjoy it as much as I did!

 

[IT] Stamattina mi stavo rimettendo al passo con le email non lette e stavo controllando internet dopo due giorni di “disintossicazione” dal web, quando sono inciampata in questo interessante link di CreativeBloq, che è sempre una fonte su cui tenere gli occhi puntati: free ebook on color theory .

Mi ha sempre interessato la teoria del colore, così ho scaricato l’ennesimo ebook su questo argomento, anche se questo è più incentrato sul web design (quindi non di particolare interesse per il mio lavoro, ma comunque una lettura costruttiva). Alla fine del libro c’è un elenco di tools per la scelta degli schemi di colori. Probabilmente chi lavora nel web design li conosce bene, ma, per un povero architetto digiuno della materia, è stata una piacevolissima scoperta!…Infatti è tutta la mattina che “gioco coi colori”! Spero che apprezzerete quanto me!

Tiny house in “ladiri” – 2nd “episode”

[ENG] Last Friday I didn’t have time to tell you a bit more about the house we were building in Nurachi, today I’ll try to satisfy some of you curiosities. First of all, I must tell the workshop has been organised by Arch. Alessandro Artizzu (Archimixture) in collaboration with Earthen Cities Association , Nurachi Council, Luigia Demelas’ “Adobe” and Ezio Cao’s “Cose in canna”. The aim of the workshop was to let us learn how to apply Sardinian traditional construction techniques. How you can read on Archimixture’s facebook page “The knowledge of these techniques will allow the participants to adapt and use building methods according to personal and contemporary needs to be used for design of resorts, homes, public buildings, where is assigned an important role to the sustainable architecture.”

As you saw in my previous post, during the first day we built external walls with adobe and we placed wooden beams for the roof. On the second day we placed the joists and we started to build the roof with the traditional system proper of the Campidano area (south-western Sardinia) using canes and “falasco”. “Falasco” is a plant of the Cyperaceae family, the most known of  which is the papyrus. Falasco is taken and let dry and then is used as main material for roofs.

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1) placing the first cane over the joists

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2) All canes on one side of the pitched roof are placed

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3)

 

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4) starting laying the falasco

After all the first layer of falasco is laid, it’s time for “sewing” : a big needle with a thin rope is used to tie the falasco to the canes. The knot is very simple to learn and it takes quite a short time to finish each layer. We placed four layers of falasco plus one on top. Each layer is overlapped on the previous one for the length necessary to cover the cane under it. As this was a construction for a workshop we didn’t place anything else but falasco, but  when this kind of roof is made for “real” houses,a water proof breathable layer is also placed.

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5) Ezio with big needle

 

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6) Ezio passing the needle through the falasco layer to tie it

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7) Someone passing the needle back from inside to outside

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8) finishing off the roof

At the end of the second day the roof was almost done. We had to leave it unfinished because we were caught by a sudden storm. We finished the roof on the third day in the morning. On the same day while some of us were finishing the roof some others started plastering. The plaster is made of the same earth used for making the bricks, water and straw fragments. The best thing of natural plaster is that you can touch it with bare hands and it’s  actually good for your skin 🙂 Moreover I think plastering is one of the funniest things to do! But it’s not easy at all even if it looks like it is when you watch a plasterer doing it!

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9) plastering

 

10) this is me trying to level the plaster (photo credit: Francesca Vargiu)

We let the plaster dry for a few hours and the we finished one of the walls with lime plaster. Lime plaster is better than earth plaster for external walls because is more resistant. Below you can see Ottavio showing us how to lay lime plaster. You need to be careful when dealing with lime plaster because it’s stinging for skin and eyes!, you should always wear suitable gloves and glasses!

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11) Ottavio while plastering like he was covering a cake with whipped cream 🙂

Last thing we placed the floor using a type of earth blocks that are usually used to insulate walls. We placed them like you can see in the following pictures, we watered them a bit and then we covered them with the same mixture we used for the first plaster. This is not the traditional flooring, as it was usually done with rammed earth, but we wanted to try a new technique using the materials we had. The result was quite pleasing, even if we don’t know how it is now that is dry.

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12) adobe flooring

 

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13) watering the adobe

 

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14) covering adobe floor

 

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15) finished floor and doorstep

 

…And this is the finished tiny house! It’ll probably stay there and be used by the Council as a playground for children, or at least that’s what we hope.

It was great to contribute building this little piece of  architecture, to learn how to make it, to get dirty with mud and to spend three days open air with wonderful people, everybody willing to help, curious and with lot of interesting stories to share. I hope to take part to some other super interesting event like this very soon!…and to share it with you, readers!

 

16) tiny house finished! photo credit: Francesca Vargiu

 

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17) Organizators and collaborators in front of the finished house

 So…what do you think? we’ve been good builders, haven’t we?!

 

[IT]

Venerdì scorso non ho avuto tempo di raccontarvi un po’ di più sulla casetta che stavamo costruendo, oggi cercherò di soddisfare qualcuna delle vostre curiosità. Prima di tutto, devo dirvi che è stata costruita come parte di un workshop organizzato da dall’Arch. Alessandro Artizzu (Archimixture) in collaborazione con l’Associazione Città della Terra Cruda ,il Comune di Nurachi, le ditta Adobe di Luigia Demelas e Cose in Canna di Ezio Cao. Lo scopo del workshop era quello di insegnarci come applicare alcune  tecniche costruttive tradizionali sarde. Come potete leggere sulla pagina facebook di Archimixture “la conoscenza di queste tecniche consentirà ai partecipanti di adattarle e usarle a seconda di esigenze personali e contemporanee per la progettazione di resorts, case, edifici pubblici, dove è assegnata un importante ruolo all’architettura sostenibile”.

Come avete visto nel mio post precedente, durante il primo giorno abbiamo costruito i muri esterni con i mattoni in terra cruda e abbiamo cominciato il tetto con il sistema tradizionale tipico dell’area del Campidano ( zona sud-occidentale della Sardegna) usando canne e falasco. Il falasco fa parte della famiglia delle Cyperaceae, di cui il componente più famoso è il papiro. Il falasco viene tagliato e lasciato seccare e poi usato per i tetti. (foto 1,2,3,4)

Dopo che il primo strato di falasco è stato steso, è tempo di “cucire”: viene usato un grosso ago con un cordino per fissare il falasco alle canne. Il nodo per legarlo è molto semplice e si impiega relativamente poco tempo per completare ogni strato del tetto. Ci sono voluti 4 strati di falasco e uno di chiusura sulla sommità della falda. Ogni strato si sovrappone a quello precedente giusto il tanto da coprire la canna sottostante. Siccome stavamo costruendo una struttura temporanea, abbiamo usato solo il falasco, ma quando questo tipo di tetto viene fatto in case d’abitazione, viene utilizzato anche uno strato impermeabile e traspirante. (foto 5,6,7,8)

Alla fine del secondo giorno il tetto era quasi finito. Abbiamo dovuto lasciarlo inconcluso perché siamo stati colti da un improvviso acquazzone e l’abbiamo terminato la mattina del terzo giorno. Sempre il terzo giorno, mentre alcuni terminavano il tetto, altri iniziavano a intonacare. L’intonaco si fa con la stessa terra usata per i mattoni di terra cruda , acqua e paglia sminuzzata. La cosa bella  dell’intonaco naturale è che puoi toccarlo a mani nude e fa anche bene alla pelle J Inoltre penso che intonacare sia una delle cose più divertenti da fare in una costruzione! Ma non è affatto facile, anche se lo sembra quando lo vedi fare da un muratore! (foto 9,10)

Abbiamo lasciato asciugare l’intonaco per qualche ora  e poi abbiamo rifinito una delle pareti esterne con l’intonaco di calce. Questo tipo di intonaco è meglio per gli esterni  di quello rispetto a quello  terra perché più resistente.  Nella foto potete vedere Ottavio che ci mostra come stendere l’intonaco di calce. Bisogna fare attenzione quando si maneggia la calce perché è molto irritante per la pelle e gli occhi! Bisogna sempre mettere guanti e occhiali! (foto 11)

Come ultima cosa abbiamo posato il pavimento usando dei mattoni di terra cruda che solitamente vengono usati come blocchi isolanti per i muri. Li abbiamo posati come potete vedere nelle foto, bagnati e poi coperti con l’impasto del primo intonaco. Ovviamente questo non è il pavimento tradizionale, che era solitamente fatto in terra battuta, ma abbiamo voluto provare una nuova tecnica coi materiali che avevamo a disposizione. Il risultato è stato piuttosto piacevole, anche se non sappiamo come sia ora che sarà asciutto. (foto 12,13,14,15)

…E questa è la casetta finita! Probabilmente verrà lasciata così e usata dal Comune come gioco per bamibini, o almeno questo è quello che ci auguriamo.

E’ stato proprio bello contribuire alla costruzione di questa piccola architettura, imparare praticamnete come costruirla, sporcarsi di fango e trascorrere tre giorni all’aria aperta con persone meravigliose, tutti volenterosi di aiutare, curiosi e con tantissime storie interessanti da condividere. Spero di prendere parte a qualche altro evento così interessante molto presto!…e di poterlo condividere con voi lettori! (foto 16,17)

Allora, cosa ne pensate? Siamo stati dei bravi muratori o no?!

 

 

Tiny house in “ladiri”

[ENG]Today and for the rest of the weekend we are in Nurachi (Oristano, Sardinia) to build a tiny house (3×2 m) with raw earth bricks and the roof made of canes. Here few pictures of the first working day. Keep reading the blog to see more pictures in the next few days!

[IT] Oggi e per il resto del weekend siamo a Nurachi (OR, Sardegna) per costruire una piccola casa in mattoni di terra cruda e tetto in canne. A seguire un paio di foto del primo giorno di lavoro. Continuate a seguire il blog per vedere altre foto nei prossimi giorni!

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