Tendenze colore 2018 – Color trends 2018

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Oggi voglio parlarvi delle tendenze colore per il 2018, forse un po’ in ritardo sull’inizio dell’anno ma credo di essere giusto in tempo per l’inizio della primavera.
Se seguite un po’ i blog sulla casa e le tendenze della moda, avrete sicuramente visto che Pantone ha scelto l’Ultra Violet come colore per il 2018. La MaxMeyer, nota casa produttrice di pitture, ha subito lanciato una linea ispirata a questo colore, nei negozi da febbraio. Francamente però, lo trovo decisamente troppo forte per essere facilmente impiegato in casa, sia in progetti di interior che in quelli di home staging. Può essere però il tocco di colore acceso che ravviva una stanza dai toni neutri o pastello. Qui vi propongo una palette di abbinamenti (l’Ultraviolet è il secondo da sinistra) :

A mio avviso più interessanti, comunque, le tendenze colore 2018 proposte  da Sikkens. Il colore dell’anno si chiama “Heart Wood”, è un grigio-rosa molto caldo che trasmette la sensazione di un “benvenuto a casa”. Viene proposto all’interno di 4 palettes diverse studiate per 4 tipi di personalità e di abitazioni diverse. Davvero d’ispirazione leggere il numero di quest’anno di ColorFutures, dove vengono illustrate queste tendenze colore con foto bellissime di ambientazione! Potete vedere molte foto ambientate anche su http://www.sikkenscolore.it/colour-futures/ (da cui ho tratto le immagini delle palettes)

Le 4 palettes sono:

  • Dai rosa i blu: per la casa “Heart Wood”

  • Dai rossi ai gialli:per la persona calorosa, una casa confortevole

  • Dai grigi ai blu: per la persona sincera e schietta, una casa accogliente

  • Dai gialli ai verdi: per la persona divertente, una casa giocosa

Devo dire che la scelta è difficile perché sono tutti colori bellissimi, ma forse la mia palette preferita è quella dai gialli ai verdi. Fino a qualche hanno fa avrei scelto senza esitazione quella dai rossi ai gialli, ma, si sa, con l’età i gusti cambiano 😉

E la vostra palette preferita qual è?

 

[ENG]

Today I want to talk to you about color trends in 2018, maybe I’m a little late on the beginning of the year but just on time for spring.

If you keep an eye on fashion and design blogs, you know for sure that Pantone chose Ultraviolet as Colour of the Year 2018. MaxMeyer, a famous brand of paints, has immediately launched a paint inspired to this color, in the shops since last February. Frankly, I find this color too strong to be easily used at home, both in interior design projects and home staging. But it can be the vivid touch for enhancing neutral and pastel colors. Below you can find an example palette (Ultraviolet is the second from the left):

Anyway in my opinion color trends 2018 by Sikkens are more interesting. Their color of the year is “Heart Wood”, it’s a pinkish grey, very warm and it communicates a welcoming sensation. It comes in 4 different palettes  studied for 4 different types of personalities. It’s really inspiring this year number of ColorFutures, there you can find these color trends with beautifully set images! You can see the pictures also at http://www.sikkenscolore.it/colour-futures/ ( where I took the palettes images from).

The  4 palettes are:

  • From pinks to blues: for the “Heart Wood” home

  • From reds to yellows: for the CALOROSA person, a comforting home

  • From yellow sto greens: for the CHEERFUL person, a PLAYFUL home

  • From greys to blues: for the sincere person, a welcoming home

I must say the choice is difficult because they all are very beautiful colors, but perhaps my favorite palette is from yellows to greens. Until a few years ago my choice would have been from reds to yellows, for sure…but you know, tastes change with aging 😉

And which one is your favourite?

Un nuovo collegio universitario in Giappone

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Avendo passato la mia vita da studente vivendo in diversi collegi universitari, tutto ciò che riguarda questo tipo di strutture attira immancabilmante la mia attenzione di architetto. Su un recente articolo di l’Arca International ho trovato la notizia dell’apertura di un nuovo collegio universitario in Giappone, progettato dallo studio SUMO. La struttura ospita 140 studenti di origine internazionale, favorendone l’integrazione attraverso l’utilizzo di spazi comuni.

Quello che mi ha colpito vedendo le foto di questo nuovo collegio universitario, è stata l’estetica non particolarmente “accogliente”, con la facciata caratterizzata dai frangisole in alluminio che la ricoprono completamente. Ho pensato che, per quanto utili come schermature solari, i frangisole continui interrompono la visuale sul paesaggio e danno una sensazione di chiusura verso l’esterno. Guardando meglio però, ho notato che alcune parti vetrate della facciata dietro i frangisole sono  apribili, in corrispondenza di balconi aggettanti che creano dei piccoli punti di ritrovo. I balconi sono distribuiti su vari piani e sfalsati verticalmente, in modo da dare movimento alla facciata che altrimenti apparirebbe come un involucro uniforme e monotono.

Altri punti di ritrovo sono  un bar al piano terra e l’International  Centre che ospita una galleria, un archivio e una sala eventi. L’International Centre è ospitato da un corpo di fabbrica che si proietta verso il paesaggio, perpendicolarmente al resto del fabbricato.

La cosa veramente positiva, pur nella sua semplicità, trovo che sia l’organizzazione delle stanze.  Esse possono essere singole o ospitare fino a 4 studenti. Tutte ospitano i letti, uno spazio per lo studio, armadietti personali e servizi igienici in camera. Mi è capitato di condividere i servizi igienici (unici per piano) con altre 9 persone e vi assicuro che non è piacevole!

E ancor più positivo trovo che sia il fatto che gli studenti possano accedere a questa struttura pagando a partire dagli 80 dollari al mese, facendo di questo collegio un esempio di inclusione anche delle fasce meno abbienti.

[ENG]

A new dormitory in Japan

Having spent my university life living in more than one dormitory, everything that concerns dormitories attracts my attention as an architect. In a recent article on L’Arca International I found the news of the opening of a new dormitory designed by Studio SUMO. It hosts 140 international students , fostering integration through the use of common spaces.

What got my attention at first , looking at the pictures of this new dormitory, was the not really welcoming appearence of the facade wich is covered in aluminium louvres. I thought that louvres are really efficient as solar screens but if they are continous they break the landscape view. Looking closely at the pictures though, I noticed that some parts of the louvres can be opened where the balconies are, creating little meeting points. Balconies are on various floors and vertically offset giving movement to the facade that would look otherwise too monotonous.

Other meeting points are a cafè at the ground floor and the International Centre that hosts a galery, an archive and an event room. The International centre is projecting towards the landscape, perpendicularly to the rest of the building.

I think that the best thing about this project is the organisation of the rooms, simple but efficient. They can be single or host up to 4 students. All  of them have beds, a desk , personal closets and en-suite toilet rooms. I experienced to share the toilet room (one per floor) with other 9 students and I can assure you it isn’t nice!

Even more positive I think is that the rent starts from 80 $ a month, making this dormitory an example of social inclusion.

Una ristrutturazione edilizia sostenibile è possibile?

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Abbiamo parlato di progettazione sostenibile. Ma cosa dire di una ristrutturazione edilizia sostenibile? È possibile? Su quali basi? E quanto costa?

Su un recente articolo di La Repubblica.it, ho trovato alcuni dati interessanti: le costruzioni o le ristrutturazioni “green” costano di più, ma fanno aumentare il valore degli edifici dal 2 al 10% (per edifici residenziali), i canoni d’affitto dal 2 all’8% e fanno diminuire i tempi di vendita da 8 a 4 mesi.

Ok, hai letto l’articolo di Repubblica, devi ristrutturare casa e ti sei convinto che un intervento di ristrutturazione edilizia sostenibile sia la cosa migliore da fare. Bene! Ma da dove cominciare? Ci sono molti possibili interventi e non sai quale sia il più vantaggioso? Sono qui per darti qualche suggerimento.

Da dove cominciare
La prima cosa da cui iniziare è l’involucro edilizio. Non ha alcun senso pensare ad incrementare l’efficienza energetica coi pannelli solari, quando magari si ha la casa piena di spifferi! Pensa prima a un bel cappotto esterno e a cambiare gli infissi, da vetro singolo a doppio vetro, se non lo hai già fatto. Il cappotto esterno è costoso, ma ne vale sicuramente la pena se comunque devi ridipingere o fare altri interventi sulla facciata, perché così ammortizzi il costo del ponteggio.

Una volta sistemato l’involucro edilizio, puoi iniziare a pensare all’efficienza del sistema di riscaldamento e raffrescamento e a capire in che percentuale potrebbero essere forniti da energie rinnovabili.
Un altro fattore importante è quello di scegliere materiali che siano il più naturali possibile, in modo da evitare emissioni di sostanze nocive nell’ambiente, come la formaldeide.

Mi rendo conto che l’argomento è veramente vasto e complesso e non voglio annoiarti. Ma ricordati che è importante affidarsi a un professionista serio e competente che segua tutta la ristrutturazione dalla fase di progetto a quella di cantiere (specialmente quella di cantiere!).

E ricordati che anche per il 2018 sono state confermate le agevolazioni fiscali al 50% per lavori iniziati a partire dal 1 gennaio 2018, perciò approfittane!

PS: Repubblica non lo dice, ma un altro metodo efficace per diminuire i tempi di vendita è l’Home Staging , ma questa è un’altra storia…

[ENG]

We’ve talked about sustainable design. But what about sustainable retrofit? Is it possible? And on what basis? How much does it cost?
On a recent article on La Repubblica.it I found some interesting data: building or retrofitting green costs more than a traditional type of contruction, but it increments the building value of about 2-10%, renting fees of about 2-8% and it cut selling time from the average 8 months to 4.

So, you want to retrofit your house, you’re convinced to go green but…where to start from? Are there a lot of possible interventions and you don’t know which the most cost effective are? Well, I’m here to give you some suggestions!

Where to start from
First thing is to start from the building envelope! It doesn’t make any sense to think about placing solar panels if your walls are draughty. Think about an external coat and about changing your single glazed windows if you haven’t done it yet! An external coat maybe expensive, but it’s worth it if you are planning to paint the building façade or to do other interventions, so you amortise expenses of the scaffolding.

Once the building envelope is ok, you can start thinking about heating and cooling and seeing if you can provide part of them with renewable sources.

Another important aspect is to try to use as natural as possible materials, to avoid using ones that emit hazardous substances in the air, like formaldehyde.

I know this topic is vast and I don’t want to annoy you. But remember that the very important thing is to hire a qualified professional to assist you in all the phases, from design to construction (and especially in the phase of the building site).

PS: The Italian journal La Repubblica didn’t say it, but another efficient method to reduce selling time is to use Home Staging, but this is another story…

Level(s), un nuovo strumento per la valutazione della sostenibilità degli edifici

Il 28 settembre 2017 la Commissione Europea ha presentato Level(s), un nuovo strumento per la valutazione della sostenibilità degli edifici. Quando ho letto la notizia la prima volta su Architetto.info, sono rimasta entusiasta! Perché?  Perché è la prima volta che uno strumento del genere viene studiato per essere utilizzato in tutta Europa. Trovo che questo punto sia molto importante, perché attualmente vi sono strumenti molto validi ma  incentrati sui Paesi da cui hanno origine e non sempre di facile utilizzo (v. BREEAM, LEED e CasaClima ad esempio).

Lo scopo è contribuire a traghettare i Paesi europei da un’economia lineare ad una circolare, ovvero verso un sistema economico dove le risorse vengono riutilizzate e gli sprechi minimizzati, tenendo conto del ciclo di vita degli elementi.

Il settore edilizio è uno dei più energivori. Rendendolo più sostenibile se ne abbassa l’impatto ambientale, si rendono gli edifici più efficienti, relativamente economici sul lungo periodo con bollette energetiche basse o bassissime e un valore economico aggiunto.

Con questo nuovo strumento, tutti potremo integrare buone pratiche di progettazione sostenibile nei nostri progetti, all’inizio magari in maniera blanda e poi via via più approfondita. Sarà comunque un passo avanti rispetto alla situazione attuale.

A chi si rivolge Level(s)

  • Promotori immobiliari e investitori
  • Team di progettazione (architetti, ingegneri, geometri)
  • Imprese di costruzioni
  • Gestori di patrimoni
  • Occupanti degli edifici (famiglie o organizzazioni)

Come si può notare dall’elenco soprastante, anche i privati potranno contribuire alla valutazione della sostenibilità degli edifici in cui abitano! Non è innovativo?!

L’importanza di un linguaggio comune

Come ha sottolineato James Drinkwater, direttore della rete regionale europea del World Green Building Council, è importante “una nozione comune di edilizia sostenibile” perché “ ci aiuterà a compiere una vera trasformazione delle pratiche correnti”.  Con questo progetto si vogliono dare un segnale ed una direzione al mercato, dal momento che la progettazione sostenibile non è più una nicchia ma una realtà sempre più diffusa.

Come funziona

Level(s) analizza:

  • le emissioni di gas serra
  • i cicli di vita dei materiali
  • l’uso delle risorse idriche
  • spazi salubri e confortevoli
  • adattamento ai cambiamenti climatici e resilienza
  • costo e valore del ciclo di vita

Come dice il nome stesso, Level(s) è diviso in fasi. Per ogni indicatore sopra riportato, infatti, si può partire da metodi di calcolo semplici per spingersi via via su metodi più accurati, precisi e complessi. Avendo  vari livelli di difficoltà, quindi, può essere inizialmente usato anche da persone digiune di sostenibilità in edilizia. Se rispetta le premesse, può davvero essere uno strumento che divulga le buone pratiche e permette di attuarle. Quindi credo che sia veramente importante provare, anche per chi è digiuno di sostenibilità negli edifici, anzi proprio per voi!

Perché bisogna partecipare

Qui in Italia,  a parte qualche isolata realtà, siamo ben lontani dal livello di consapevolezza sui temi della sostenibilità in edilizia raggiunti in altri Paesi Europei.

Amici progettisti, proviamo a fare qualcosa per migliorare la qualità dei nostri lavori: diamo una mano alla Commissione Europea a implementare uno strumento che veramente aiuti noi e l’ambiente … testiamo Level(s)!

Come partecipare

Tutti gli operatori del settore , incluse associazioni e amministrazioni pubbliche, sono invitate a testare il “programma” (passatemi il termine poco corretto) e avranno tempo per farlo fino al 2019. Durante questi due anni la Commissione Europea fornirà il supporto tecnico necessario.

Per maggiori informazioni potete consultare i seguenti link:

http://ec.europa.eu/environment/eussd/buildings.htm

http://ec.europa.eu/environment/eussd/pdf/28_09_2017_news_IT.pdf

http://ec.europa.eu/environment/eussd/pdf/Level(s)_factsheet-IT-web.pdf

BACK TO WORK

[IT] Ciao a tutti! dopo un lungo silenzio di riposo e meditazione, vi comunico che siamo di nuovo in azione. Settembre sarà un mese ricco di impegni e novità, su cui vi terremo aggiornati. La pausa di un mese è stata rigenerante e ora si ri-inizia con nuove energie e progetti! Intanto iniziamo con questa bella invenzione vista stamattina:

http://up.sorgenia.it/it/la-barca-riciclabile-che-si-muove-con-energia-pulita

Buon inizio di settimana a tutti!

 

[EN] Hi everybody! after a long silence for rest and meditation, I let you know we are back in action. September will be a busy month full of news I’ll keep you up to date. This one month long pause it’s been regenerating and now we are back with new energies and plans! For now let’s start with this nice invention I found out this morning:

http://up.sorgenia.it/it/la-barca-riciclabile-che-si-muove-con-energia-pulita

(link is in Italian)

Have a nice week!

 

 

5 years of Enviprojects!

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Pochi giorni fa cadeva il 5° anniversario della nascita di Enviprojects! A dire il vero, all’inizio non aveva neanche un vero nome…era solo Architetto Elisa Prestia…poi ho deciso di scegliere un nome che celebrasse il mio amore per la natura e la sostenibilità che volevo facessero parte dei miei progetti architettonici. Un anno dopo ho aperto questo blog…e da allora ho scritto ben 47 post, questo è il 48esimo! Sono cambiate molte cose in questi cinque anni! Giusto per dirne qualcuna…ho cambiato tre diverse città, ho lavorato per inglesi, tedeschi, italiani e da libera professionista, ho scoperto che la mia città natale è l’unica dove voglio veramente stare e ho trovato la persona con cui voglio starci…soprattutto ho scoperto me stessa, le mie radici, la motivazione per continuare a fare un lavoro estremamente difficile ma bellissimo. Per questo voglio ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine in questi anni e che, spero, continueranno a farlo: i parenti, gli amici, i colleghi con cui ho collaborato e i miei clienti che mi hanno dato la possibilità di dimostrare la mia professionalità, anche facendo degli errori ma sempre cercando di fare la cosa giusta. E ovviamente ringrazio voi lettori, che mi seguite anche da molto lontano! GRAZIE DAVVERO!

[ENG]

Few days ago it fell the 5th anniversary of the opening of Enviprojects! To be true, at the beginning it didn’t even had a name…it was just Elisa Prestia Architect…then I decided to choose this name to celebrate my love for nature and the sustainability I was wishing to put into my architectural projects. One year later I opened this blog…and since then I ‘ve written 47 posts, 48 with the present one! Many things have changed in this 5 years! Just to say few… I moved into three different cities, I worked for English, German, Italian guys and as a self-employed, I discovered my hometown was the only place I really wanted to be in and I found the person I want to be here with…above all I found myself, my roots, the motivation for keep doing an extremely difficult but  beautiful job. For that I want to thank all the people that stood by me in these years and I hope will still do: relatives, friends, colleagues I collaborated with and my clients who gave me the chance to demonstrate my professionalism…and to make mistakes sometimes but always trying to do the right thing. And of course I thank you my readers, who follow me even from far away! THANK YOU ALL!

Satisfaction!

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Le vacanze sono finite, già da un po’ a dire il vero, e sto lavorando a nuovi interessanti progetti. É stata un po’ dura ricominciare, a dire il vero, dopo tre settimane di vacanza passate nella mia splendida isola, ma la sfida di nuovi progetti mi dà la carica. Nel frattempo ieri, del tutto inaspettatamente, è arrivato un piccolo riconoscimento alle mie fatiche, che mi ha dato molta soddisfazione: c’è un gruppo su Facebook che si chiama “Mangiare a Sassari e dintorni”, su cui ieri hanno postato il seguente commento (vedi immagine sottostante)

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Forse vi ricorderete il lavoro che ho fatto per Cum Panis, ideando e curando l’installazione dei pannelli di cui si parla. Quindi, che dire…potete immaginarvi la mia contentezza e soddisfazione leggendo questo post ” a sorpresa”!

 

[ENG]

Holidays have ended, a while ago already and I’m working at new interesting projects. Actually it was tough to start again, after three weeks spent in my wonderful island but the challenge of new projects is giving me a boost. Meantime, yesterday, completely unexpectedly I received a little recognition for my fatigues which gave me satisfaction: there’s a Facebook group called  “Mangiare a Sassari e dintorni” (Eating in Sassari and whereabouts), where somebody posted the following (see picture above). The text says:

” this is not a culinary review, but a plaudit for an attention towards the client.

“Cum panis” installed soundproof panels.

At last a place where you can talk with people at your table without  having to shout. Silence not party effect.

Well done!!!

I hope this exaple will be followed by others!”

 

Maybe some of you will remember the work I’ve done for Cum Panis, designing and curating the installation of the panels the post is about. So, what can I say…you can imagine my   contentment and satisfaction when I’ve read this post!

BIZARRE!

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Eccomi qui di nuovo, molto contenta di presentarvi Bizarre, Artigianato artistico dal Mondo. Bizarre è un nuovo negozio nel centro storico di Alghero, in una traversa di via Roma. Il negozio è adorabile e vende artigianato di qualità, alcuni pezzi sono antichi e di valore, altri vanno bene per tutte le tasche. Vi raccomando di andare a dare un’occhiata, se siete nei paraggi!

Cosa ho fatto io per questo progetto? Ho scelto il nome del negozio, ho disegnato il logo, i bigliettini da visita e gli adesivi per le buste, ho aiutato nella scelta dell’illuminazione (tutte luci a LED, naturalmente) e ho scattato le foto (quelle che vedrete qui e su facebook). Tutto il resto non è assolutamente merito mio.

Spero che potrete godervi una passeggiata ad Alghero, magari durante una delle nostre bellissime notti d’estate, e che vi fermerete da Bizarre…se lo fate, ditemi cosa ne pensate!

 

[ENG].

Here I am again, very happy to introduce you to Bizarre, Artistic handicrafts from the World. Bizarre is a new shop in the historical centre of Alghero, just one street off Via Roma. The shop is lovely and it sells quality handicrafts, some of them quite old and precious, some for everyone’s pockets. I really recommend you to go and have a look, if you are nearby!

What did I do for this project? I choosed the name, designed logo, business cards and stickers, I helped choosing the lighting (all LED of course) and took pictures (the one you’ll see here and on facebook). Everything else is absolutely not my credit.

I hope you will enjoy taking a walk in Alghero, maybe during one of the beautiful Sardinian summer nights and will stop by Bizarre…if you do it, please let me know how you enjoy it!

Future by Design

[ENG] Christmas is just around the corner and after it you will start planning your good resolutions for next year. Well, speaking about future, I ‘ve been recently sent this link from a friend, asking what were my thoughts as an architect about that. The link shows an interview, here translated in Italian in a

hort version, to Jacques Fresco speaking of his “visions” of the future. I think it’s worth seeing it, here in the original language, extended version. I made a very quick search on the internet and I found there is a dedicated website to what is called the Venus Project.

I’d like to report here some of my comments I told my friend, thanking her for inspiring this post. But first of all, for whom is too lazy or busy to watch the video, Fresco speaks about at-first-view-futuristic dwellings , cities, new ways transports should be built and organised, about the necessity to abandon our monetary systems and so on. Let’s say it could be seen as a utopian society.

My first observation is that Fresco was speaking about all these things back in 1974… 40 years ago! He was quite ahead of his times! Although there are common points with some utopian past visions, I think the significant difference is that his ideas are  organised in a system that makes it seem possible for them to work! In this theorised system everything is connected and  strictly organised. This said, I must observe that some ideas relative to architecture have already been built even if probably with different aims and anyway not as part of a holistic system. Some of the scale models of buildings shown in the video remind me of Calatrava’s buildings or Buckminster Fuller’s geodesic domes. It is now known that  the more the building’s shape is compact, less energy dispersion there is therefore the more “efficient” shape is the sphere and we should try to build keeping this principle in mind (compact= efficient). As regards the taller buildings, well, here the debate would be very long, but anyway the main argument in favor of skyscrapers is that a building that grows in height consumes less land and should be more sustainable, leaving land for parks, green in general and services for the people.

As for the “centralised” services in the actual centre of cities it makes absolutely sense to me! I’ve studied sustainable urban development at university and it is nowadays clear that centralised services are more efficient than different services disconnected from the others that are in different parts of the city. Centralised services in the middle of the city are equally close to anything they need to reach, therefore more efficient!

And what about Fresco’s ideas about transports? For example the idea to move  people out of trains instead of completely stopping it is simple in concept but so clever at the same time!

And finally I think we do have all the technologies to actually make these things a reality, but we haven’t yet! Why?

According to Fresco, it’s because we aren’t civilised enough yet, we need to stop wars and hunger before getting to this new “evolutionary stage”. We’d also need to leave behind us the “obsolete monetary system” and base the economy on the correct use of resources that we already have got. I also think there is no a real willpower from governments to step into a different kind of society and that “normal” people don’t have the right mentality and sensitivity to do it. Think of all people that starve to death everyday, to those who haven’t a shelter, to civilians who die in war, to the bad use we do of technology in our everyday life, to all the resources that we turn into waste… At the state of things, I’m a bit pessimistic that we can improve our behaviour towards other human beings and towards the environment as rapidly as we should, but at the same time we can’t give up hope. And these are my best Christmas wishes: that we could all become more aware of our limits and make an effort to contribute to a better society.

* * * * * * * * * * * *

[IT] Natale è arrivato e subito dopo si comincia a fare la lista dei buoni propositi per l’anno nuovo. Bene, parlando di futuro, mi è stato recentemente mandato questo link da un’amica, chiedendomi quali fossero le mie opinioni in proposito, in quanto architetto. Il link mostra un’intervista, in Italiano e in versione abbreviata, a Jacques Fresco riguardo le sue “visioni” per il futuro. Penso valga la pena vederlo, qui lo trovate nella versione originale. Facendo una velocissima ricerca su internet, ho scoperto che c’è anche un sito web dedicato che si chiama The Venus Project.

Vorrei condividere qui alcuni commenti fatti con la mia amica, che ringrazio per avermi dato l’ispirazione per questo post. Ma prima di tutto, per chi fosse troppo pigro o troppo occupato per vedere il video, Fresco parla di edifici e città che a prima vista sembrano futuristici, nuovi modi in cui i trasporti pubblici dovrebbero essere costruiti e organizzati, della necessità di abbandonare il nostro sistema monetario e così via. In poche parola di una società che potremmo definire utopistica.

La mia prima osservazione è stata che Fresco parlava di queste cose nel 1974…40 anni fa! Con un eufemismo possiamo certamente dire che era avanti per quei tempi! Sebbene si possano riscontrare dei punti in comune con alcune visioni utopistiche di  molto precedenti a lui, penso che la differenza significativa stia nel fatto che le sue idee sono organizzate in un sistema organico che le rende plausibili! Nel sistema che lui teorizza tutto è interconnesso e perfettamente organizzato. Detto questo, devo dire che alcune delle idee relative all’architettura sono già state messe in pratica, anche se probabilmente con scopi diversi e, soprattutto, non come parte di un sistema olistico. Alcuni dei modelli in scala mostrati nel video, mi ricordano alcuni edifici di Calatrava o le cupole geodetiche di Buckminster Fuller. E’ noto oramai che, più la forma dell’edificio è compatta, minore è la dispersione di energia, perciò la forma più “efficiente” è la sfera e bisognerebbe costruire tenendo questo concetto a mente (compatto=efficiente). Per quanto riguarda gli edifici più alti, beh, qui il dibattito sarebbe molto lungo, ma diciamo che l’argomento più comune a favore dei grattacieli è che gli edifici costruiti in altezza consumano meno suolo e dovrebbero anche essere più sostenibili, lasciando terra libera per parchi, verde in generale e servizi per le persone.

Per quanto riguarda i servizi “centralizzati” e posti fisicamente nel centro delle città, mi sembra che abbia assolutamente senso! Ho studiato sviluppo urbano sostenibile all’università ed è ormai chiaro che i servizi centralizzati sono più efficienti rispetto a quelli non connessi tra di loro, magari posti in diverse parti della città. Servizi centralizzati fisicamente nel mezzo della città sono equamente distanti da tutto quello che devono servire e perciò sono più efficienti!

E che dire delle idee di Fresco riguardo ai trasporti? Per esempio dell’idea di “spostare” le persone fuori dai treni invece che fermare completamente i mezzi è un concetto tutto sommato semplice ma geniale allo stesso tempo!

Infine penso che ci siano già le technologie per rendere queste idee una realtà, ma non l’abbiamo ancora fatto! Perchè?

Secondo Fresco è perchè l’Uomo non è ancora abbastanza civilizzato, dovremmo fermare le guerre e la fame nel mondo prima di arrivare a questo nuovo “stadio evolutivo”. Dovremmo anche lasciarci alle spalle il nostro “obsoleto sistema monetario” e basare l’economia sull’uso efficiente delle risorse che già possediamo. Io penso anche che non ci sia il volere concreto da parte dei governi di fare il passo verso una società diversa e che le persone comuni non abbiano la giusta mentalità e sensibilità per farlo. Pensate a tutte le persone che muoiono di fame ogni giorno, a coloro che non hanno un riparo sopra la testa, ai civili che muoiono nelle guerre, al cattivo uso che facciamo della tecnologia nella nostra vita di tutti i giorni, a tutte le risorse che trasformiamo in rifiuti… Allo stato attuale, sono un po’ pessimista che possiamo migliorare il nostro comportamento verso gli altri essere umani e verso l’ambiente così rapidamente quanto dovremmo, ma, allo stesso tempo, non possiamo rinunciare alla speranza. E questo è il mio migliore augurio di Natale: che possiamo tutti diventare più consapevoli delle nostre limitazioni e fare uno sforzo per contribuire ad una società migliore.

 

 

 

 

 

Christmas tree? – Albero di Natale?

[ENG] As I promised few days ago, I’m posting pictures ot the Christmas tree I helped decorating as part of the DomECO team for an installation commisioned by Abetone Music Bar in Sassari. The tree is all made of recycled materials: the structure is made of fruit boxes and decorations are made of paper, cardboard from toilet paper rolls, empty glass jars filled with dried fruit and nuts peelings, leaves, empy light bulbs… See it for yourself in the following pictures, I think it’s beautiful!

Have a Merry and SUSTAINABLE Christmas!

[IT] Come promesso qualche giorno fa, ora posterò le foto dell’albero di Natale che ho aiutato a decorare, come parte del team di DomECO per un’installazione commissionata dall’Abetone Music Bar a Sassari. L’albero è completamente fatto di materiali di riciclo: la struttura è fatta da cassette della frutta e le decorazioni sono fatte di carta, cartoncino dei rotoli di carta igienica, barattoli di vetro riempiti con bucce di frutta e noccioline, foglie, lampadine svuotate… Guardate voi stessi nelle seguenti fotografie, io penso che sia bellissimo!

Tanti auguri per un Natale felice e SOSTENIBILE!

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