Una ristrutturazione edilizia sostenibile è possibile?

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Abbiamo parlato di progettazione sostenibile. Ma cosa dire di una ristrutturazione edilizia sostenibile? È possibile? Su quali basi? E quanto costa?

Su un recente articolo di La Repubblica.it, ho trovato alcuni dati interessanti: le costruzioni o le ristrutturazioni “green” costano di più, ma fanno aumentare il valore degli edifici dal 2 al 10% (per edifici residenziali), i canoni d’affitto dal 2 all’8% e fanno diminuire i tempi di vendita da 8 a 4 mesi.

Ok, hai letto l’articolo di Repubblica, devi ristrutturare casa e ti sei convinto che un intervento di ristrutturazione edilizia sostenibile sia la cosa migliore da fare. Bene! Ma da dove cominciare? Ci sono molti possibili interventi e non sai quale sia il più vantaggioso? Sono qui per darti qualche suggerimento.

Da dove cominciare
La prima cosa da cui iniziare è l’involucro edilizio. Non ha alcun senso pensare ad incrementare l’efficienza energetica coi pannelli solari, quando magari si ha la casa piena di spifferi! Pensa prima a un bel cappotto esterno e a cambiare gli infissi, da vetro singolo a doppio vetro, se non lo hai già fatto. Il cappotto esterno è costoso, ma ne vale sicuramente la pena se comunque devi ridipingere o fare altri interventi sulla facciata, perché così ammortizzi il costo del ponteggio.

Una volta sistemato l’involucro edilizio, puoi iniziare a pensare all’efficienza del sistema di riscaldamento e raffrescamento e a capire in che percentuale potrebbero essere forniti da energie rinnovabili.
Un altro fattore importante è quello di scegliere materiali che siano il più naturali possibile, in modo da evitare emissioni di sostanze nocive nell’ambiente, come la formaldeide.

Mi rendo conto che l’argomento è veramente vasto e complesso e non voglio annoiarti. Ma ricordati che è importante affidarsi a un professionista serio e competente che segua tutta la ristrutturazione dalla fase di progetto a quella di cantiere (specialmente quella di cantiere!).

E ricordati che anche per il 2018 sono state confermate le agevolazioni fiscali al 50% per lavori iniziati a partire dal 1 gennaio 2018, perciò approfittane!

PS: Repubblica non lo dice, ma un altro metodo efficace per diminuire i tempi di vendita è l’Home Staging , ma questa è un’altra storia…

[ENG]

We’ve talked about sustainable design. But what about sustainable retrofit? Is it possible? And on what basis? How much does it cost?
On a recent article on La Repubblica.it I found some interesting data: building or retrofitting green costs more than a traditional type of contruction, but it increments the building value of about 2-10%, renting fees of about 2-8% and it cut selling time from the average 8 months to 4.

So, you want to retrofit your house, you’re convinced to go green but…where to start from? Are there a lot of possible interventions and you don’t know which the most cost effective are? Well, I’m here to give you some suggestions!

Where to start from
First thing is to start from the building envelope! It doesn’t make any sense to think about placing solar panels if your walls are draughty. Think about an external coat and about changing your single glazed windows if you haven’t done it yet! An external coat maybe expensive, but it’s worth it if you are planning to paint the building façade or to do other interventions, so you amortise expenses of the scaffolding.

Once the building envelope is ok, you can start thinking about heating and cooling and seeing if you can provide part of them with renewable sources.

Another important aspect is to try to use as natural as possible materials, to avoid using ones that emit hazardous substances in the air, like formaldehyde.

I know this topic is vast and I don’t want to annoy you. But remember that the very important thing is to hire a qualified professional to assist you in all the phases, from design to construction (and especially in the phase of the building site).

PS: The Italian journal La Repubblica didn’t say it, but another efficient method to reduce selling time is to use Home Staging, but this is another story…

5 years of Enviprojects!

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Pochi giorni fa cadeva il 5° anniversario della nascita di Enviprojects! A dire il vero, all’inizio non aveva neanche un vero nome…era solo Architetto Elisa Prestia…poi ho deciso di scegliere un nome che celebrasse il mio amore per la natura e la sostenibilità che volevo facessero parte dei miei progetti architettonici. Un anno dopo ho aperto questo blog…e da allora ho scritto ben 47 post, questo è il 48esimo! Sono cambiate molte cose in questi cinque anni! Giusto per dirne qualcuna…ho cambiato tre diverse città, ho lavorato per inglesi, tedeschi, italiani e da libera professionista, ho scoperto che la mia città natale è l’unica dove voglio veramente stare e ho trovato la persona con cui voglio starci…soprattutto ho scoperto me stessa, le mie radici, la motivazione per continuare a fare un lavoro estremamente difficile ma bellissimo. Per questo voglio ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine in questi anni e che, spero, continueranno a farlo: i parenti, gli amici, i colleghi con cui ho collaborato e i miei clienti che mi hanno dato la possibilità di dimostrare la mia professionalità, anche facendo degli errori ma sempre cercando di fare la cosa giusta. E ovviamente ringrazio voi lettori, che mi seguite anche da molto lontano! GRAZIE DAVVERO!

[ENG]

Few days ago it fell the 5th anniversary of the opening of Enviprojects! To be true, at the beginning it didn’t even had a name…it was just Elisa Prestia Architect…then I decided to choose this name to celebrate my love for nature and the sustainability I was wishing to put into my architectural projects. One year later I opened this blog…and since then I ‘ve written 47 posts, 48 with the present one! Many things have changed in this 5 years! Just to say few… I moved into three different cities, I worked for English, German, Italian guys and as a self-employed, I discovered my hometown was the only place I really wanted to be in and I found the person I want to be here with…above all I found myself, my roots, the motivation for keep doing an extremely difficult but  beautiful job. For that I want to thank all the people that stood by me in these years and I hope will still do: relatives, friends, colleagues I collaborated with and my clients who gave me the chance to demonstrate my professionalism…and to make mistakes sometimes but always trying to do the right thing. And of course I thank you my readers, who follow me even from far away! THANK YOU ALL!

My first vernissage!

Tra pochi giorni inaugurerà la prima mostra di pittura che abbia mai organizzato! Ok,  non si tratta del Moma di New York, però è comunque emozionante e ci sono tantissime cose da fare! La location è molto particolare, si tratta di Bizarre, il negozio per il quale questa primavera ho disegnato il logo e i bigliettini da visita. Quando la proprietaria del negozio, Polly B., mi ha chiesto di darle una mano per rilanciare il negozio nella stagione meno affollata dell’anno, ho subito pensato che un connubio artigianato-pittura sarebbe stato perfetto. Così abbiamo iniziato ad organizzare una mostra dei quadri di mio padre (ne vedete un esempio nell’immagine del post), che non meritavano di restare chiusi in casa! Il risultato sarà un’esposizione abbastanza informale all’interno del negozio, perciò potrete ammirare i dipinti e le merci esposte e, perché no, approfittarne per fare qualche originalissimo regalo natalizio. L’inaugurazione è prevista per questo giovedì, 1 Dicembre, ma i quadri rimarranno esposti fino al 7 gennaio. Potete trovare tutti i dettagli dell’evento su facebook. Vi aspettiamo!

 

In a few days it will inaugurate the first  exhibit I’ve ever organised! Right, it’s not New York’s Moma but it’s exciting anyway and there’s a lot to do! The location is unusual, it’s Bizarre, the store I designed the logo for last spring.  When the shop owner, Polly B., asked me to help her boosting the business in the less crowed season of the year, I immediately thought that handicrafts and paintings would be a perfect match!  So we started to organise an exhibit with my father’s paintings (you can see an example in the featured image) which didn’t deserve to be left at home, where nobody could see them but us! The result will be a quite informal exhibit inside the shop, so you could admire paintings and handicrafts and, why not, take advantage to buy some original Christmas presents.  Inauguration is scheduled on 1st December (this Thursday) but you will be able to admire the paintings until the 7th January. You can find all information on the event on facebook. Come and visit us!

 

Satisfaction!

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Le vacanze sono finite, già da un po’ a dire il vero, e sto lavorando a nuovi interessanti progetti. É stata un po’ dura ricominciare, a dire il vero, dopo tre settimane di vacanza passate nella mia splendida isola, ma la sfida di nuovi progetti mi dà la carica. Nel frattempo ieri, del tutto inaspettatamente, è arrivato un piccolo riconoscimento alle mie fatiche, che mi ha dato molta soddisfazione: c’è un gruppo su Facebook che si chiama “Mangiare a Sassari e dintorni”, su cui ieri hanno postato il seguente commento (vedi immagine sottostante)

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Forse vi ricorderete il lavoro che ho fatto per Cum Panis, ideando e curando l’installazione dei pannelli di cui si parla. Quindi, che dire…potete immaginarvi la mia contentezza e soddisfazione leggendo questo post ” a sorpresa”!

 

[ENG]

Holidays have ended, a while ago already and I’m working at new interesting projects. Actually it was tough to start again, after three weeks spent in my wonderful island but the challenge of new projects is giving me a boost. Meantime, yesterday, completely unexpectedly I received a little recognition for my fatigues which gave me satisfaction: there’s a Facebook group called  “Mangiare a Sassari e dintorni” (Eating in Sassari and whereabouts), where somebody posted the following (see picture above). The text says:

” this is not a culinary review, but a plaudit for an attention towards the client.

“Cum panis” installed soundproof panels.

At last a place where you can talk with people at your table without  having to shout. Silence not party effect.

Well done!!!

I hope this exaple will be followed by others!”

 

Maybe some of you will remember the work I’ve done for Cum Panis, designing and curating the installation of the panels the post is about. So, what can I say…you can imagine my   contentment and satisfaction when I’ve read this post!

Buone vacanze! Enjoy yuor holidays!

Questi ultimi due mesi sono stati frenetici, così andiamo finalmente in ferie! Saremo di nuovo attivi il 1° Settembre, con tante novità e cose interessanti da raccontarvi…Buone vacanze!

Last two months have been frantic, so we go on holidays at last! We’ll be back on the 1st September, with lots of news and interesting things to tell you…Enjoy your holidays!

BIZARRE!

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Eccomi qui di nuovo, molto contenta di presentarvi Bizarre, Artigianato artistico dal Mondo. Bizarre è un nuovo negozio nel centro storico di Alghero, in una traversa di via Roma. Il negozio è adorabile e vende artigianato di qualità, alcuni pezzi sono antichi e di valore, altri vanno bene per tutte le tasche. Vi raccomando di andare a dare un’occhiata, se siete nei paraggi!

Cosa ho fatto io per questo progetto? Ho scelto il nome del negozio, ho disegnato il logo, i bigliettini da visita e gli adesivi per le buste, ho aiutato nella scelta dell’illuminazione (tutte luci a LED, naturalmente) e ho scattato le foto (quelle che vedrete qui e su facebook). Tutto il resto non è assolutamente merito mio.

Spero che potrete godervi una passeggiata ad Alghero, magari durante una delle nostre bellissime notti d’estate, e che vi fermerete da Bizarre…se lo fate, ditemi cosa ne pensate!

 

[ENG].

Here I am again, very happy to introduce you to Bizarre, Artistic handicrafts from the World. Bizarre is a new shop in the historical centre of Alghero, just one street off Via Roma. The shop is lovely and it sells quality handicrafts, some of them quite old and precious, some for everyone’s pockets. I really recommend you to go and have a look, if you are nearby!

What did I do for this project? I choosed the name, designed logo, business cards and stickers, I helped choosing the lighting (all LED of course) and took pictures (the one you’ll see here and on facebook). Everything else is absolutely not my credit.

I hope you will enjoy taking a walk in Alghero, maybe during one of the beautiful Sardinian summer nights and will stop by Bizarre…if you do it, please let me know how you enjoy it!

PROJECT COMPLETED!

[ENG] As promised, I’m writing a post about my latest project, which is also my first project in which I designed and managed the building site on my own. Therefore, I admitt there are things I would have done different, but I’m overall satisfied about this work. It’a a vet ambulatory in Ittiri, a small town near Sassari, Sardinia. Here in this blog post you can see pictures of the opening party, in the WORKS tab you can see a slideshow of professional pictures taken by Rossella Fadda Photographer (these will also be in my Pinterest account very soon) and you will be able to read a full description of the project in my Archilovers profile. So what do you think about this project?

[IT] Come promesso, scrivo un post sul mio ultimo progetto, che è anche il primo in cui mi sono occupata della progettazione e della direzione dei lavori interamente da sola. Perciò, seppure ci siano delle cose che avrei fatto diversamente, nel complesso devo ammettere di essere soddisfatta del lavoro. Si tratta di un ambulatorio veterinario a Ittiri, un piccolo comune in provincia di Sassari, in Sardegna.. In questo post trovate alcune fotografie dell’inaugurazione, nella pagina WORKS potete vedere le fotografie professionali scattate dalla fotografa Rossella Fadda (queste saranno presto anche sul mio Pinterest account) e a breve potrete leggere una descrizione completa del progetto sul mioprofilo Archilovers. Quindi…cosa ne pensate di questo progetto?

 

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meravigliosa torta della mia amica Tiziana (facebook: Candyti)

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Stay tuned!

[ENG] Hello my dear, long time without writing! I know, my fault… but I’ve been very busy with this building site you see in the featured image. The work it’s almost done, so keep an eye on this blog to know what it’s all about and see the final pictures!

 

[IT] Salve cari, quanto tempo senza scrivere! Lo so, è colpa mia… ma sono stata molto impegnata con questo cantiere di cui vedete “un pezzetto” nell’immagine di copertina. Il lavoro è quasi finito, quindi tenete d’occhio questo blog per sapere di cosa si tratta e per vedere le foto finali!

Tiny house in “ladiri” – 2nd “episode”

[ENG] Last Friday I didn’t have time to tell you a bit more about the house we were building in Nurachi, today I’ll try to satisfy some of you curiosities. First of all, I must tell the workshop has been organised by Arch. Alessandro Artizzu (Archimixture) in collaboration with Earthen Cities Association , Nurachi Council, Luigia Demelas’ “Adobe” and Ezio Cao’s “Cose in canna”. The aim of the workshop was to let us learn how to apply Sardinian traditional construction techniques. How you can read on Archimixture’s facebook page “The knowledge of these techniques will allow the participants to adapt and use building methods according to personal and contemporary needs to be used for design of resorts, homes, public buildings, where is assigned an important role to the sustainable architecture.”

As you saw in my previous post, during the first day we built external walls with adobe and we placed wooden beams for the roof. On the second day we placed the joists and we started to build the roof with the traditional system proper of the Campidano area (south-western Sardinia) using canes and “falasco”. “Falasco” is a plant of the Cyperaceae family, the most known of  which is the papyrus. Falasco is taken and let dry and then is used as main material for roofs.

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1) placing the first cane over the joists

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2) All canes on one side of the pitched roof are placed

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3)

 

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4) starting laying the falasco

After all the first layer of falasco is laid, it’s time for “sewing” : a big needle with a thin rope is used to tie the falasco to the canes. The knot is very simple to learn and it takes quite a short time to finish each layer. We placed four layers of falasco plus one on top. Each layer is overlapped on the previous one for the length necessary to cover the cane under it. As this was a construction for a workshop we didn’t place anything else but falasco, but  when this kind of roof is made for “real” houses,a water proof breathable layer is also placed.

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5) Ezio with big needle

 

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6) Ezio passing the needle through the falasco layer to tie it

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7) Someone passing the needle back from inside to outside

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8) finishing off the roof

At the end of the second day the roof was almost done. We had to leave it unfinished because we were caught by a sudden storm. We finished the roof on the third day in the morning. On the same day while some of us were finishing the roof some others started plastering. The plaster is made of the same earth used for making the bricks, water and straw fragments. The best thing of natural plaster is that you can touch it with bare hands and it’s  actually good for your skin 🙂 Moreover I think plastering is one of the funniest things to do! But it’s not easy at all even if it looks like it is when you watch a plasterer doing it!

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9) plastering

 

10) this is me trying to level the plaster (photo credit: Francesca Vargiu)

We let the plaster dry for a few hours and the we finished one of the walls with lime plaster. Lime plaster is better than earth plaster for external walls because is more resistant. Below you can see Ottavio showing us how to lay lime plaster. You need to be careful when dealing with lime plaster because it’s stinging for skin and eyes!, you should always wear suitable gloves and glasses!

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11) Ottavio while plastering like he was covering a cake with whipped cream 🙂

Last thing we placed the floor using a type of earth blocks that are usually used to insulate walls. We placed them like you can see in the following pictures, we watered them a bit and then we covered them with the same mixture we used for the first plaster. This is not the traditional flooring, as it was usually done with rammed earth, but we wanted to try a new technique using the materials we had. The result was quite pleasing, even if we don’t know how it is now that is dry.

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12) adobe flooring

 

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13) watering the adobe

 

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14) covering adobe floor

 

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15) finished floor and doorstep

 

…And this is the finished tiny house! It’ll probably stay there and be used by the Council as a playground for children, or at least that’s what we hope.

It was great to contribute building this little piece of  architecture, to learn how to make it, to get dirty with mud and to spend three days open air with wonderful people, everybody willing to help, curious and with lot of interesting stories to share. I hope to take part to some other super interesting event like this very soon!…and to share it with you, readers!

 

16) tiny house finished! photo credit: Francesca Vargiu

 

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17) Organizators and collaborators in front of the finished house

 So…what do you think? we’ve been good builders, haven’t we?!

 

[IT]

Venerdì scorso non ho avuto tempo di raccontarvi un po’ di più sulla casetta che stavamo costruendo, oggi cercherò di soddisfare qualcuna delle vostre curiosità. Prima di tutto, devo dirvi che è stata costruita come parte di un workshop organizzato da dall’Arch. Alessandro Artizzu (Archimixture) in collaborazione con l’Associazione Città della Terra Cruda ,il Comune di Nurachi, le ditta Adobe di Luigia Demelas e Cose in Canna di Ezio Cao. Lo scopo del workshop era quello di insegnarci come applicare alcune  tecniche costruttive tradizionali sarde. Come potete leggere sulla pagina facebook di Archimixture “la conoscenza di queste tecniche consentirà ai partecipanti di adattarle e usarle a seconda di esigenze personali e contemporanee per la progettazione di resorts, case, edifici pubblici, dove è assegnata un importante ruolo all’architettura sostenibile”.

Come avete visto nel mio post precedente, durante il primo giorno abbiamo costruito i muri esterni con i mattoni in terra cruda e abbiamo cominciato il tetto con il sistema tradizionale tipico dell’area del Campidano ( zona sud-occidentale della Sardegna) usando canne e falasco. Il falasco fa parte della famiglia delle Cyperaceae, di cui il componente più famoso è il papiro. Il falasco viene tagliato e lasciato seccare e poi usato per i tetti. (foto 1,2,3,4)

Dopo che il primo strato di falasco è stato steso, è tempo di “cucire”: viene usato un grosso ago con un cordino per fissare il falasco alle canne. Il nodo per legarlo è molto semplice e si impiega relativamente poco tempo per completare ogni strato del tetto. Ci sono voluti 4 strati di falasco e uno di chiusura sulla sommità della falda. Ogni strato si sovrappone a quello precedente giusto il tanto da coprire la canna sottostante. Siccome stavamo costruendo una struttura temporanea, abbiamo usato solo il falasco, ma quando questo tipo di tetto viene fatto in case d’abitazione, viene utilizzato anche uno strato impermeabile e traspirante. (foto 5,6,7,8)

Alla fine del secondo giorno il tetto era quasi finito. Abbiamo dovuto lasciarlo inconcluso perché siamo stati colti da un improvviso acquazzone e l’abbiamo terminato la mattina del terzo giorno. Sempre il terzo giorno, mentre alcuni terminavano il tetto, altri iniziavano a intonacare. L’intonaco si fa con la stessa terra usata per i mattoni di terra cruda , acqua e paglia sminuzzata. La cosa bella  dell’intonaco naturale è che puoi toccarlo a mani nude e fa anche bene alla pelle J Inoltre penso che intonacare sia una delle cose più divertenti da fare in una costruzione! Ma non è affatto facile, anche se lo sembra quando lo vedi fare da un muratore! (foto 9,10)

Abbiamo lasciato asciugare l’intonaco per qualche ora  e poi abbiamo rifinito una delle pareti esterne con l’intonaco di calce. Questo tipo di intonaco è meglio per gli esterni  di quello rispetto a quello  terra perché più resistente.  Nella foto potete vedere Ottavio che ci mostra come stendere l’intonaco di calce. Bisogna fare attenzione quando si maneggia la calce perché è molto irritante per la pelle e gli occhi! Bisogna sempre mettere guanti e occhiali! (foto 11)

Come ultima cosa abbiamo posato il pavimento usando dei mattoni di terra cruda che solitamente vengono usati come blocchi isolanti per i muri. Li abbiamo posati come potete vedere nelle foto, bagnati e poi coperti con l’impasto del primo intonaco. Ovviamente questo non è il pavimento tradizionale, che era solitamente fatto in terra battuta, ma abbiamo voluto provare una nuova tecnica coi materiali che avevamo a disposizione. Il risultato è stato piuttosto piacevole, anche se non sappiamo come sia ora che sarà asciutto. (foto 12,13,14,15)

…E questa è la casetta finita! Probabilmente verrà lasciata così e usata dal Comune come gioco per bamibini, o almeno questo è quello che ci auguriamo.

E’ stato proprio bello contribuire alla costruzione di questa piccola architettura, imparare praticamnete come costruirla, sporcarsi di fango e trascorrere tre giorni all’aria aperta con persone meravigliose, tutti volenterosi di aiutare, curiosi e con tantissime storie interessanti da condividere. Spero di prendere parte a qualche altro evento così interessante molto presto!…e di poterlo condividere con voi lettori! (foto 16,17)

Allora, cosa ne pensate? Siamo stati dei bravi muratori o no?!

 

 

Tiny house in “ladiri”

[ENG]Today and for the rest of the weekend we are in Nurachi (Oristano, Sardinia) to build a tiny house (3×2 m) with raw earth bricks and the roof made of canes. Here few pictures of the first working day. Keep reading the blog to see more pictures in the next few days!

[IT] Oggi e per il resto del weekend siamo a Nurachi (OR, Sardegna) per costruire una piccola casa in mattoni di terra cruda e tetto in canne. A seguire un paio di foto del primo giorno di lavoro. Continuate a seguire il blog per vedere altre foto nei prossimi giorni!

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